Bufera a Skogafoss

Fotografia scattata da Andrea Pettinari

Bufera a Skogafoss - Andrea Pettinari

Bufera a Skogafoss

In Islanda ci si bagna, su questo "non ci piove"...a Skogafoss ancora di più!
Certo, si può rimanere a distanza debita, ma se scatti con il grandangolo...se non c'è un primo piano, godi solo a metà.

Quel giorno, il primissimo, imperversava una bufera di vento che mi ha costretto a guidare con il volante sempre opposto alle raffice. Per farti un esempio, stavamo prendendo una curva infinita a sinistra, il vento soffiava da destra e...il volante era girato a destra. L'abbiamo guardato tutti increduli, ma era proprio così, volante a destra e van che curvava a sinistra...come si suol dire: benvenuti in Islanda!

Una volta arrivati alla cascata il vento era talmente forte che a volte sollevava una buona parte del flusso d'acqua innalzandolo verso il fianco della montagna, una cosa impressionante.
C'era nuvolo, c'era brutto tempo, l'ideale per fotografare questo ambiente incredibile..il tutto a debita distanza, era quasi impossibile avvicinarsi per via delle nubi d'acqua che si innalzavano e inondavano chiunque si trovava nel raggio di 50mt dal salto d'acqua.

Con il gruppo abbiamo cercato di fotografarla al meglio da lontano, siamo rimasti un bel po' ad ammirare i giochi d'acqua, ma quel cavolo di sasso in mezzo all'acqua e vicino alla cascata mi attirava, non potevo farci nulla, come quando Gollum vede l'anello.
E così, attratto dal "mio tesssoro", quando tutti erano sazi di fotografie, mi sono avventurato a piedi nell'acqua e, grazie ai mitici scarponi Aku Jager Evo Hight dal profilo bello alto, non mi è entrata nemmeno una goccia. 
Eh sì, mi sto concentrando sui pidei asciutti, per non parlare del resto...inondato dall'acqua vaporizzata! Certo, gli strati impermeabili hanno fatto il loro dovere, ma oltre ad una certa l'umido si sente.
E la fotocamera? Nessun problema, la povera R3, che ancora sopravvive tutt'ora, a distanza di 5 anni di onorato servizio, è completamente tropicalizzata e resiste anche alle guerre Puniche.

Come ho fatto? E quanto ha giocato il ruolo della fortuna?
L'immagine me l'ero già visualizzata in testa e avevo già scelto e montato la lente adatta, ovvero il Canon RF 15-35 f2,8, impostato a 15mm.
Ho scelto di montare un filtro polarizzatore per esaltare e rendere visibile il fondo del fiume e un filtro ND64, per allungare i tempi e permettermi di pulire il filtro con la pezzuola mentre scattavo.

Il posizionamento è stato rapido, ovviamente con il cavalletto ribassato. Ho messo a fuoco in manuale scegliendo un punto intermedio per avere tutto a fuoco e ovviamente un diaframma chiuso per la massima profondità di campo. Sapevo già che inquadratura fare, questo ha giocato un ruolo fondamentale e, grazie all'esperienza di anni e anni a tu per tu con la natura e la fotografia, ho maneggiato il tutto con rapidità.

La fortuna? Il cielo si è aperto, è filtrato un meraviglioso arcobaleno e ho dovuto fare tutto ancora più di fretta! Il risultato è stato molto soddisfacente e ha reso la lavata non sprecata.

  • Fotocamera: Canon Canon EOS R3
  • Focale: 15 mm
  • Diaframma: f16
  • Tempo di scatto: 13"
  • Scattata il: 11 febbraio 2023
  • Sensibilità ISO: 100
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