Come si utilizza il polirazzatore?

Come si utilizza il polirazzatore?

Saper utilizzare un polarizzatore è fondamentale per il fotografo paesaggista. Un filtro irriproducibile in post produzione che rivoluzionerà i tuoi scatti.

Il polarizzatore è senza ombra di dubbio uno tra i filtri più importanti per la fotografia paesaggistica e non dovrebbe mai mancare nel tuo corredo fotografico; i motivi per cui un polarizzatore è imprescindibile sono tanti e in questo articolo te li spiegherò tutti.

A che cosa serve il polarizzatore?

Quante volte ti è capitato di osservare negli scatti il cielo slavato, vegetazione poco brillante o superfici d’acqua piene di riflessi? 
Bene, il polarizzatore risolve tutti questi problemi grazie alla rimozione della luce riflessa da qualsiasi superficie riflettente, facendoti ottenere fotografie più sature e contrastate.
Un’immagine esemplificativa vale più di mille parole, ecco quello che si può ottenere:

Come funziona il polarizzatore?

Spiegare come funziona un polarizzatore non è semplice, è sicuramente più intuitivo vedere i risultati che si ottengono piuttosto che capirne il funzionamento. Ad ogni modo, cercherò di spiegarti in maniera semplice il suo funzionamento.
Innanzitutto bisogna dire che il polarizzatore agisce solo un determinato tipo di luce: la luce polarizzata.
Le sorgenti di luce naturali o artificiali generano una luce NON polarizzata, ovvero una luce che non ha una organizzazione precisa nella sua propagazione attraverso lo spazio. Quando questa luce viene riflessa dalla superficie di alcuni soggetti, tutta o in parte, cambia le sue caratteristiche e viene trasformata in luce polarizzata.
Il polarizzatore, grazie ad una serie di lamelle allineate e invisibili a occhio nudo, è in grado di intervenire e modificare questa luce.

Che tipi di polarizzatore esistono in commercio?

Il più comune in commercio è il polarizzatore circolare e si presenta sotto forma di filtro a vite, composto da due lastre di vetro (vetro ottico nei migliori) che ruotando su se stesse polarizzano o meno la scena. 

Altri filtri invece, soprattutto per il sistema a lastre, sono sempre circolari, ma a singolo strato, come nel caso di NiSi, per essere più fini e permettere la sovrapposizione di più tipologie senza vignettare i lati dell’immagine.
Vi è una terza tipologia, a lastra, ma sinceramente non la consiglio per via della poca praticità.
Quello che accomuna tutti i polarizzatori è il meccanismo, per applicare o meno l’effetto vanno fatti ruotare.

Come si utilizza il polarizzatore?

Passando al lato pratico della questione, con i seguenti esempi ti aiuterò a comprendere in modo immediato gli svariati campi di utilizzo del polarizzatore e capirai immediatamente quanto sia utile e indispensabile:

Effetto del polarizzatore sul cielo

Il primo elemento su cui si testa il polarizzatore solitamente è il cielo. Di fatto il polarizzatore elimina la luce riflessa sulle micro particelle d’acqua che compongono la foschia che, scomparendo, lasciano spazio al colore, più saturo e più blu. Ti riporto l'immagine che hai visto qui sopra per farti capire bene l'effetto del polarizzatore sul cielo.

Ci sono alcune accortezze nell’impiego di questo filtro: bisogna utilizzarlo con luce laterale e se, per esempio, lo punti in direzione del sole o dalla parte opposta non avrai nessun risultato.
Attenzione anche quando stai scattando con un grandangolo estremo (es 16mm su full frame), potresti ottenere una fotografia con una “palla scura” nel cielo. Questo succede perchè con un grandangolo si ha una visione talmente ampia della scena che si inquadrano sia porzioni in grado di essere polarizzate sia porzioni non polarizzabili. Per evitare questo problema basta ruotare il filtro fino a farne diminuire l'intensità della polarizzazione.

Effetto del polarizzatore sull'acqua

Un altro elemento a giovare dell’effetto del polarizzatore è la superficie dell’acqua, che presenta solitamente il classico riflesso del cielo o del paesaggio attorno. Questo, oltre a rendere la scena desaturata, impedisce di vedere bene gli elementi che stanno sotto la superficie dell'acqua.
Utilizzando il filtro si eliminerà quasi del tutto il riflesso, ottenendo una superficie più colorata e d’impatto, oltre a rivelarne il fondale (non a caso gli occhiali per pescatori sono polarizzati).
Anche qui ci sono alcuni suggerimenti: se scatti a pelo d’acqua non otterrai alcun effetto, questo perché il polarizzatore funziona al meglio delle sue capacità con un’inclinazione di circa 45° rispetto alla superficie riflettente, quindi più i gradi diminuiscono, più l’effetto svanisce.
Ovviamente il suo utilizzo deve essere sempre adeguato alle intenzioni di scatto: sfruttare un riflesso fa parte del gioco e dunque è bene saper dosare il filtro.

Effetto del polarizzatore sulla vegetazione

Spesso può passare inosservato, ma la superficie delle foglie è riflettente e in molte situazioni porta ad avere scatti poco saturi e con aloni biancastri. Eliminandone il riflesso otterremo un colore vivido senza alterazioni.

Come si comporta il polarizzatore con l'arcobaleno?

Presta particolare attenzione quando ti trovi in presenza di un arcobaleno perché, essendo costituito da luce riflessa, l’utilizzo del polarizzatore si traduce nella sua possibile scomparsa e, per evitare che accada, basta ruotare il filtro fino a che ricompare!

Attenzione perchè il polarizzatore riduce gli stop luminosi

Una volta scoperto come utilizzare al meglio questo incredibile filtro, bisogna prestare attenzione al suo aspetto leggermente scuro che fa registrare al sensore un calo di luce di circa uno stop o più (a seconda della marca o tipologia). 
Occhio a non tenerlo sempre montato, soprattutto in situazioni di luce scarsa e a mano libera, dove sarebbe necessario allungare i tempi o alzare gli Iso più del dovuto.

Consigli per l'acquisto di un polarizzatore

La nostra collaborazione con NiSi Filters ci ha portati a lavorare con i migliori filtri sul mercato e devo dire che i loro polarizzatori sono più che ottimi, quindi eccoti un paio di consigli. Non dimenticarti di richiederci il codice sconto! 

POLARIZZATORE CIRCOLARE:
Un ottimo prodotto, grazie alla robusta costruzione, ma soprattutto al vetro ottico utilizzato è HUC (High Ultra Clarity), un brevetto NiSi che non compromette la qualità dell’immagine finale.
Inoltre il trattamento Nano Coated (puoi vederlo in azione in questa recensione) ne facilita la pulizia in caso di pioggia.
I diametri selezionabili vanno da 46mm a 95mm, con un costo variabile che varia tra i 43 euro e i 130 euro a seconda delle dimensioni.
Scegli bene il tuo diametro e ricorda che non occorre acquistarne uno per ogni misura di lente, basta scegliere il diametro della lente più ampia che hai e poi con anelli riduttori potrai adattarlo a quelle dal diametro inferiore

POLARIZZATORE PER SISTEMA A LASTRA:
Quando si acquista un Holder NiSi viene incluso il polarizzatore e si può scegliere tra due tipologie: normale o Landscape.
Io ti consiglio di spendere quei 40 euro in più rispetto al kit normale perché offre una qualità migliore: in primis la polarizzazione, maggiore rispetto agli altri filtri in commercio e in aggiunta una dominante fredda che enfatizza i toni del cielo e della vegetazione.
Io lo utilizzo da parecchi anni e mi trovo molto bene...in più è anche fornito di un comodissimo tappo per mantenerlo sempre montato.

In conclusione, imparare a conoscere e utilizzare un polarizzatore non è un’impresa  difficile, al contrario, risulta abbastanza semplice e immediato. Con le piccole accortezze elencate e spiegate in questo articolo ti ritroverai con immagini d’impatto.
E’ un filtro quasi magico, irriproducibile in post produzione e con una spesa relativamente bassa può cambiare radicalmente i tuoi scatti.
Personalmente credo che un polarizzatore non dovrebbe mai mancare nel tuo corredo e di certo non ti pentirai dell’acquisto!

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