Guida antipioggia per fotografi.

Guida antipioggia per fotografi.

Una utile guida antipioggia scritta appositamente per fotografi, per affrontare al meglio le situazioni più scomode e bagnate.

Prima o poi, su questo non ci piove…(perdona la battuta), ti ritroverai ad affrontare la tanto fastidiosa e umida pioggia, facendo i conti con tutto ciò che ne consegue. 
Avere l’attrezzatura e le conoscenze adeguate ti permetteranno finalmente di continuare a scattare al posto di dartela a gambe levate.
Lasciamelo dire, dal punto di vista fotografico, le situazioni “anomale” ti permettono di immortalare scatti fuori dal comune
Essere preparati al meglio è la migliore strategia per portare a casa fotografie uniche.
A forza di prove su prove ho imparato a gestire il mio personale abbigliamento anti pioggia e finalmente, o quasi, rimanere asciutto da capo a piedi scattando in tutta tranquillità con la fotocamera ben riparata.
In questa guida ti elencherò i prodotti più utili per contrastare la pioggia ed inoltre ti svelerò qualche trucchetto per fotografare al meglio durante queste particolari situazioni.

Proteggere la fotocamera e scattare

In primis bisogna proteggere l’attrezzatura fotografica, la più delicata durante un diluvio.  
Per questo devi capire se quella che porterai con te è tropicalizzata o meno. 
Il termine tropicalizzazione indica gli accorgimenti con i quali le case produttrici proteggono il corpo macchina o lente contro acqua (mi raccomando...non impermeabili), umidità, agenti atmosferici e salsedine. 
Se sono ben tropicalizzate puoi anche evitare di preoccuparti troppo, ma questo non vuol dire che sono indistruttibili quindi, per esperienza e per scrupolo, cerco sempre di coprire ulteriormente il tutto.
Puoi sfruttare il fai da te o acquistando l’apposita strumentazione, vediamo nel dettaglio.

PROTEZIONE FOTOCAMERA FAI DA TE
Un metodo semplice ed economico, che sicuramente necessita di un attimo di attenzione per evitare infiltrazioni. 
Prendi un banale sacchetto da freezer,  bucalo sul fondo per far passare la lente e con un elastico chiudi il tutto. 
Un’opzione economicissima e salvavita, da avere sempre nello zaino per sicurezza.

COPERTURA FOTOCAMERA ANTIPIOGGIA APPOSITA
Il metodo più efficace e professionale è la copertura antipioggia ideata appositamente per l’attrezzatura fotografica. 
Su Amazon e nei negozi se ne trovano di svariati tipi come per esempio questa.
La protezione è sicuramente maggiore e adatta a corpi non tropicalizzati, in aggiunta vi è lo spazio necessario per infilare le mani e lavorare a diretto contatto con la fotocamera e una parte trasparente in prossimità del live view e mirino.

Consiglio:
se possiedi una mirrorless, imposta come unico metodo di visualizzazione il live view, altrimenti il sensore di prossimità continuerà ad attivare/disattivare il mirino, con il risultato di un live view acceso/spento di continuo, facendoti impazzire.

Fotografare con la pioggia

Una volta protetta la propria fotocamera non resta che scattare, ma subito ti si presenta un problema bello grande, le fastidiosissime gocce sulla lente.
Come fare per risolvere?
Sicuramente non si può impedire all’acqua di cadere dal cielo, ma ci si può aiutare con qualche trucchetto per evitare fastidiose gocce o aloni persistenti.
Per ovviare al problema delle gocce vi sono due strade: esposizione normale o con lunga esposizione.
Per entrambe consiglio sempre di avere un filtro di protezione, visto che le tecniche prevedono di pulire costantemente la superficie con un panno ed eventuali granelli di sabbia potrebbero in un qualche modo rovinare la lente frontale del proprio obiettivo.

Esposizione normale:
se stai scattando con un normale tempo di esposizione, quindi abbastanza corto e magari a mano libera, il problema delle gocce d’acqua potrebbe essere più ostico del previsto, visto che si tratterà solamente di agire con rapidità nello scatto.
In pratica ti consiglio di montare sempre il paraluce ed inquadrare anticipatamente, scegliendo la lente ed i settaggi che preferisci senza preoccuparti delle gocce che cadono sulla lente, per poi asciugare con un panno la lente, posizionata a testa in giù, e coprirla con il tappo.
Al momento della luce ideale basterà levare il tappo e scattare rapidamente per poi richiudere il tutto.
Lo so, è una tecnica decisamente rudimentale, ma non si può fare altro in queste situazioni e di certo la tecnica successiva offre risultati più soddisfacenti.

Lunga esposizione:
di certo se ti aiuti con un tempo di esposizione lungo potrai risolvere molti problemi in maniera più tranquilla e per certi versi immediata.
Per prima cosa, a meno che ti trovi in una situazione di luce molto scarsa che ti consente di scattare con un tempo di esposizione di qualche secondo, dovrai munirti di un filtro ND e se non sai cosa è ti consiglio di leggerti l’articolo dedicato che ho scritto.
Allungando i tempi potrai permetterti di pulire man mano che le gocce cadono sul filtro, perché anche se passi velocemente di fronte alla fotocamera con una mano ed il panno mentre è in fase di scatto, non verrà impressa in alcun modo nell’immagine. L’importante è muoversi abbastanza velocemente e non rimanere troppo tempo a pulire, altrimenti rimarrà impresso nello scatto.
Questo comporterà un certo livello di attenzione nell’osservare il filtro e pulirlo non appena si bagna con qualche goccia, oltre che prestare parecchia attenzione a non muovere la fotocamera (e per questo un buon cavalletto solido e stabile è quello che ci vuole, se ti interessa ecco la guida all'acquisto) per evitare uno scatto mosso o micromosso.
Più il tempo è lungo, più avrai possibilità di ottenere uno scatto pulito e personalmente ti consiglio almeno 20 o 30 secondi di esposizione.
Per ottenere risultati ottimali bisognerà fare un buon investimento su di un filtro con trattamento idrorepellente, per avere una rapida pulizia in un solo passaggio e autoeliminare in automatico le gocce più grandi senza doverle rimuovere.

Trattamento idrorepellente:
i migliori filtri in commercio possiedono un trattamento idrorepellente che rende il lavoro di pulizia ancora più immediato e naturale evitandoti inoltre tutti quei fastidiosi aloni che si potrebbero creare.
In questo articolo trovi tutte le informazioni necessarie ed un immediato video esplicativo che ti farà capire al volo di cosa sto parlando.

Consiglio panno per lenti e filtri fotografici:
ovviamente non è da sottovalutare anche il tipo di panno che si andrà ad utilizzare e qui si apre un immenso sipario su un’infinità di soluzioni e diatribe.
C’è chi consiglia di utilizzare solo panni in microfibra dedicati, chi demonizza i fazzoletti e chi più ne ha più ne metta.
Ti parlerò della mia personale esperienza su campo, quella che per me conta più di tutte.
Quando si tratta di filtri abbinati ad una fastidiosa pioggia, mi sono reso conto che un panno in microfibra non è in grado di pulire al meglio, se non durante le prime due o tre passate, perché poi si inzupperà per bene e sarà necessario sostituirlo.
Ho sempre letto che i fazzoletti di carta per il naso non sono assolutamente da utilizzare perché ritenuti leggermente abrasivi, ma ormai saranno una decina di anni che li utilizzo e non ho mai avuto alcun problema di nessun tipo, anzi, solamente tanta comodità ed immediatezza, visto che sono molto assorbenti ed asciugano rapidamente anche dopo le prime passate.
In più sono veramente comodi perché occupano pochissimo spazio.
Ovviamente questo tipo di panno non lo utilizzo mai per pulire la lente vera e propria, per quello mi affido ad un panno dedicato.

Attenzione agli sbalzi termici:
presta molta attenzione agli sbalzi di temperatura, soprattutto in inverno, perché dopo aver tenuto l’attrezzatura a stretto contatto con umidità e acqua, il passaggio da caldo a freddo creerà di certo molta condensa che in alcuni casi può essere rovinosa.
Evita quindi di accendere immediatamente la fotocamera per rivedere gli scatti, piuttosto mantieni inizialmente chiuso lo zaino fotografico, fino a quando non ha assimilato la temperatura dell’ambiente ed in seguito aprilo per tutta la notte, in modo da far evaporare tutta l’umidità.
E’ bene estrarre tutta l’attrezzatura, magari posizionandola su di un tavolo e passandola con un panno asciutto.
Quando il tutto sarà ben secco, potrai goderti gli scatti realizzati.

DILUVIO UNIVERSALE ;)
Ovviamente quando la situazione è fuori controllo è bene evitare di esporre l’attrezzatura alle intemperie, soprattutto se non è tropicalizzata, perché l’umidità e l’abbondanza di acqua potrebbero infiltrarsi rovinosamente
Se questo dovesse accadere, e ti auguro proprio di no, la strumentazione potrebbe risentirne in qualsiasi modo, con funzioni che si attivano casualmente, scattando in continuazione senza premere nulla e alla peggio non accendersi più. 
In questo caso ti consiglio di rimuovere immediatamente la batteria e non azionare la fotocamera fino a che non si sia completamente asciugata, magari immergendola nel riso che aiuta ad assorbire l’umidità molto più velocemente.
Questa operazione sfortunatamente potrebbe richiedere anche due o tre giornate e sconsiglio assolutamente di asciugare con una fonte diretta di calore, come un asciugacapelli, che potrebbe danneggiare in modo irreversibile la strumentazione. 
Se nei sei in possesso, è consigliabile sempre portarsi un secondo corpo macchina come alternativa.

Proteggere lo zaino fotografico dalla pioggia

Anche lo zaino fotografico necessita di alcuni accorgimenti e per fortuna la maggior parte hanno in dotazione un guscio antipioggia.

Se non fosse presente, se ne possono acquistare di vari modelli in negozi per outdoor, come per esempio Decathlon, ecco a questo link un modello molto interessante che utilizzo anche io:

Il rapporto qualità prezzo è ottimo, così come la resistenza alle abrasioni, ma soprattutto all’acqua, se confrontata alla sua sorella minore più economica che personalmente ho posseduto e nel tempo mi ha fatto brutti scherzi con infiltrazioni d’acqua.

Esistono poi modelli di zaino completamente impermeabili, non idrorepellenti mi raccomando, che non hanno alcun problema a essere esposti alla pioggia, ma solitamente il costo è decisamente eccessivo, così come il peso.
Un esempio potrebbe essere il Lowepro DryZone 200, perfetto per chi ama l’avventura sotto l’acqua o è costretto ad attraversare corsi d’acqua, ma Indiana Jones a parte, la copertura antipioggia è la soluzione più sensata

Proteggere noi stessi dalla pioggia

Arriviamo infine alla protezione del fotografo! 
Ultima, ma non meno importante, visto che potrebbe determinare l’andamento della giornata, o ancora peggio, portare all’ipotermia in alcuni ambienti freddi.

Parte superiore:
Ti consiglio di optare per un guscio antipioggia, magari di una taglia in più, in modo da poterlo adattare anche a giacche o piumini. 
Evita assolutamente di acquistare un poncho, ti ritroveresti con una vela artificiale pronta a svolazzare qua e là con il vento.
Un buon guscio antipioggia deve avere un cappuccio e soprattutto una resistenza alla pioggia di un certo numero di “colonne d’acqua”. 
Non farti spaventare dal termine, è un’unità di misura che ne indica la resistenza alla pioggia.
Solitamente per un buon diluvio almeno 20.000 colonne d’acqua sono necessarie e se oltre ancora meglio.
Infine, a meno che gli spostamenti a piedi non siano minimi, è bene evitare i gusci completamente di plastica, in quanto non permettono la traspirazione ed il sudore può essere un nemico peggiore della pioggia. 

Metti sempre in conto una spesa intermedia, perché è uno dei capi d’abbigliamento più importanti.
Se la tua intenzione è quella di non spendere tanto vi sono giacche abbastanza economiche e resistenti all’acqua.
Il prezzo è spesso rapportato alla qualità e durata, quindi se le tue uscite fotografiche sono occasionali ti consiglio questa giacca:

Se invece ami uscire spesso e ciò che utilizzi lo sfrutti in maniera persistente è meglio investire una buona cifra di denaro ed optare per la membrana Gore-Tex o brevetti simili, capaci di far traspirare la pelle, ma al tempo stesso resistere all’acqua.
La migliore membrana per un fotografo che lavora spesso in esterno è sicuramente il Gore-Tex Pro, di certo non amica del portafoglio, ma sicuramente del vostro corpo.
Il mio ultimo errore è stato quello di acquistare una giacca Goretex-Active, molto traspirante, ma per nulla resistente alle abrasioni, così mi sono ritrovato a fare i conti durante il viaggio in Irlanda 2020 con le spalle zuppe d’acqua a causa dei continui sfregamenti zaino/giacca.
La soluzione, non molto economica, per avere un giacca resistente e duratura, se l'attività all'aria aperta è la tua prerogativa, è il Goretex-Pro, per esempio come per questa giacca.

 

Sicuramente il prezzo è una bella botta morale, ma le caratteristiche dei materiali, unito al fatto che sono presenti inserti in cordura sulle spalle, rendendola ideale per il trasporto di zaini pesanti, ne fanno una giacca ideale per mille avventure.
Anzi, ringrazio Elisa, una nostra partecipante e titolare di un negozio di attrezzatura sportiva, per i preziosi consigli che mi ha dato in fase di scelta.

Parte inferiore:
Viene spesso sottovalutata, ma le gambe sono importanti da coprire, quasi come la parte superiore, perché, in caso di forte pioggia, vengono in poco tempo inzuppate e, oltre bagnarti letteralmente fino alle mutande, l’acqua attratta dalla gravità cade inevitabilmente all’interno degli scarponi con tutto ciò che ne consegue.

Non è necessario investire centinaia di euro, a meno che si cammini parecchio, ma i sovrapantaloni antipioggia sono un accessorio che non può mancare durante un viaggio o un uscita fotografica a “rischio”. 
Te ne consiglio qualche modello, partendo dai più economici.
I meno costosi sono solitamente di plastica pura, veramente impermeabile, ma per nulla traspirante, quindi se l’intenzione è quella di camminare poco possono essere una soluzione ideale, li puoi trovare a questo link.
Io li ho utilizzati per anni e l’unico difetto che ho riscontrato è la cerniera in prossimità delle caviglie troppo corta per infilare i pantaloni anche con gli scarponi indossati.
Un prodotto molto interessante che al momento sto utilizzando sono questi sovrapantaloni, sempre Decathlon, leggermente più costosi, ma più traspiranti e soprattutto con una cerniera che si apre fin sopra il ginocchio, permettendo di infilarli anche con gli scarponi indossati, quindi molto più agili in caso di acquazzone imminente.

Se proprio vuoi salire di gamma e spaziare oltre il centinaio di Euro esistono modelli in GoreTex, molto traspiranti ed impermeabili, ma per mia esperienza è un capo di abbigliamento che tende ad usurarsi parecchio, soprattutto se ci si inginocchia o siede su materiali abrasivi come la roccia, quindi io preferisco rimanere su di un prodotto intermedio.
E’ invece ideale se vuoi abbinare anche il trekking, dove la traspirazione è tutto; li trovi a questo link.

Proteggere i piedi dalla pioggia:
Per esperienza gli unici che possono tenerli bene asciutti sono gli scarponi
Tante volte vedo ai piedi dei partecipanti nei nostri viaggi scarpe da trekking basse e impermeabili, ma non sono sufficienti a riparare da una forte pioggia o camminata su di un terreno fangoso per via del basso profilo.
Quello che ci vuole è un buon paio di scarponi impermeabili che sicuramente hanno un profilo più alto rispetto alle scarpe.

Come per ogni cosa la scelta che si presenta è vastissima e a seconda dell’intensità di utilizzo posso consigliarti, per esperienza diretta, ciò che è meglio a seconda di quanto si vuole spendere.
Scarponi economici:
si trovano facilmente modelli economici ed impermeabili, ma ti sconsiglio vivamente i primi prezzi da 20€ o 30€. 
La cosa importante è la garanzia di impermeabilità che puoi verificare con le sigle di membrane alternative (quella gore-tex non sarà presente, visto gli alti costi) e sotto questo punto di vista la buona e cara vecchia Decathlon torna utile ancora una volta con questi scarponi, ideali per un utilizzo intermedio e soprattutto impermeabili.
Ovviamente la durata e la resistenza nel tempo non sono all’altezza degli scarponi di alto livello, ma questo va di pari passo con l’intensità di utilizzo.

Scarponi di alta gamma:
i
n caso di utilizzo intenso e multiuso (per esempio io li sfrutto sia per le mie camminate in montagna, sia per le sessioni di scatto) è bene optare per una qualità maggiore. 
L’alto costo di uno scarpone è determinato da tanti fattori come tomaia, suola, impermeabilità, resistenza e materiali. 
E’ molto importante scegliere accuratamente e soprattutto provarli prima di spendere oltre 200€. 
Per mia esperienza e consiglio, la pelle è la miglior soluzione, perchè può essere costantemente trattata e, se tenuta a dovere, può durare a lungo nel tempo. 
In ogni caso anche i modelli in cordura non sono da scartare, l’importante è sempre il logo gore-tex che ti assicura l'impermeabilità e traspirabilità maggiore.
Dal 2019 siamo inoltre diventati partner di Aku, produttori di scarponi di ottimo livello. 
Ecco l’articolo del nostro tour nella loro sede e fabbrica, per capire al meglio come nasce uno scarpone di alta gamma.
Personalmente utilizzo questo modello, interamente in pelle pieno fiore, la più resistente nel tempo, ai graffi e all’acqua. La forma è decisamente rialzata e questo mi consente di entrare con buona parte del piede e senza alcun problema all’interno di un corso d’acqua.
Nonostante l’apparente stazza sono abbastanza leggeri, ma soprattutto comodi.
Ovviamente la qualità si paga, ma utilizzandoli parecchi giorni all’anno in viaggio ho la necessità di avere ai miei piedi un prodotto consono.

Asciugare gli scarponi:
Se nonostante tutti questi accorgimenti, l’acqua dovesse malauguratamente entrare negli scarponi, o cosa più probabile, indossandoli tutto il giorno presentano parecchio sudore al loro interno, ti consiglio l’acquisto di un accessorio economico e al tempo stesso miracoloso: l’asciuga scarponi.

Nasce per lo sci, ma torna veramente utile anche per altri tipi di calzature in modo da averle belle asciutte e calde la mattina seguente, oltre che sanificare ed evitare lo sviluppo di cattivi odori.
In sostanza sono un paio di forme in plastica con all’interno un circuito elettrico che produce calore, ovviamente contenuto, per non arrecare alcun danno allo scarpone.
Basta collegarle alla corrente, inserirle nella calzatura e la magia è fatta! 
Questo è il modello che utilizzo da ormai svariati anni e che viene ritratto in foto.

Ora che ti ho consigliato al meglio l’attrezzatura necessaria e qualche trucchetto fotografico per le tue uscite, non hai più scuse! 
Potrai finalmente essere a tuo agio in tutte le situazioni che fino ad ora ti avevano frenato.
Ah, se hai delle soluzioni o trucchetti alternativi, perché non condividerli nei commenti?
Buona pioggia!

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