Scozia d'autunno: racconti di luce
Racconti dai nostri viaggi sulla meravigliosa Isola di Skye e tra le Highlands selvagge in una delle stagioni più incredibili dell’anno: l’autunno.
03 febbraio 2026 - Diari di viaggio
Pioggia battente, cascate che invertono la rotta e risalgono la scogliera seguendo il vento impetuoso, nuvole basse, nebbia… poi, tutto d'un tratto, il cielo si apre, il sole squarcia le nubi e una luce calda radente illumina il faro di Neist Point. Il vento non c'è più, il freddo è solo una sensazione e rimane solamente il calore dato dalla bellezza di un paesaggio surreale.
Ecco, la Scozia d’autunno è così: dolce e amara, lunatica ma, senza ombra di dubbio emozionante e indimenticabile.

Voglio raccontarti il nostro viaggio fotografico in Scozia, un paese con il quale ho avuto il primo approccio nel lontano 2015, proprio d’autunno. Negli anni successivi, però, abbiamo organizzato le nostre spedizioni solo in estate, nella sua versione più “soft”. Poi, nel 2021, abbiamo deciso che il meteo autunnale è quello che più si addice a fotografare questa terra paesaggisticamente incredibile.
HIGHLANDS
Il viaggio inizia ad Edimburgo, una città che consiglio vivamente a chiunque è innamorato delle atmosfere gotiche alla Harry Potter, ma è il giorno seguente che inizia la vera e propria avventura verso la natura selvaggia delle Highlands: andiamo in direzione Glencoe. Le case lasciano spazio ai boschi, i boschi lasciano spazio alla steppa e, infine, tra laghi, torbiere e montagne arriviamo nel regno del vento, del silenzio e dei cervi. Lo sguardo spazia all’infinito, le lame di luce che filtrano dalle fredde nubi riscaldano i fianchi delle montagne e i colori autunnali vengono esaltati al massimo.




L’entusiasmo è già alle stelle e si respira aria di selvaggio, di libertà! Non vediamo l’ora di fotografare l’alba e, per fortuna, un viaggio autunnale vuol dire una sveglia ad orari più clementi, consentendoci di dormire il giusto.
Siamo nelle grandi torbiere, al cospetto delle montagne, la giornata si risveglia dalla lunga notte, si intravede un albero pieno di bacche rosse, che spettacolo! Le nebbie si diradano, le montagne fanno capolino e la luce inizia a dare spettacolo.

Il secondo momento di felicità della giornata è la colazione, tassativamente tipica: uova, bacon, funghi grigliati, fagiolini, salsiccette, haggis e l’immancabile pomodoro grigliato.
Si rivivono i momenti incredibili dell’alba e i compagni di viaggio, conosciuti solo 24 ore prima, sembrano già amici di vecchia data.
In autunno le giornate sono corte ed è giusto sfruttarle al massimo. Quando esce la luce è uno spettacolo per gli occhi, sempre radente, sempre calda e, se si trovano le giornate di sole, nuvole, pioggia e vento, non si può far altro che ringraziare madre e natura! Si guida su strade incredibilmente sceniche, pochissime abitazioni, tanta natura sconfinata. I colori sembrano finti, gli occhi vagano in ogni direzione, qualsiasi dettaglio attira inevitabilmente la nostra attenzione. Ci fermiamo ad ammirare le “Tre Sorelle”, montagne imponenti che sovrastano il paesaggio.



E dopo ore di scatti incessanti, ci incamminiamo nel fango, testiamo per bene gli scarponi impermeabili e arriviamo sulle sponde del fiume Etive per il tramonto, ma una coltre di nebbia copre la montagna. Un attimo di sconforto, piove pure, ma basta poco per aprire uno squarcio nel cielo e regalarci un momento di luce d’oro unico. Le nuvole, però, poco dopo si richiudono e le luci del tramonto, purtroppo, non si fanno vedere. E quindi, che si fa? Ovviamente una gustosa cena a base di Fish & Chips, birra a pompa e un goccio di whisky (da non confondere con whiskey, termine utilizzato per i distillati Irlandesi e Americani), il modo migliore per terminare la giornata.

Non molto lontano dall’hotel c’è un lago e un castello, uno degli innumerevoli che troviamo in Scozia. Il Kilchurn Castle, o almeno, quello che ne rimane, si staglia sul paesaggio e nel silenzio della natura, interrotto solamente da qualche pescatore e dall’iconico treno che ogni tanto passa in direzione del famoso viadotto di Glenfinnan.


ISOLA DI SKYE
Passiamo una piccola parte del nostro viaggio nelle Highlands scozzesi anche se, fosse per noi, potremmo restare più di un mese ad esplorare ogni angolo di questo paradiso. Ma la Scozia ha ancora tanto da regalare e il nostro viaggio continua verso il nostro obiettivo finale, l’isola delle meraviglie: l’isola di Skye.
E, se le Highlands meriterebbero un mese, l’isola di Skye ne meriterebbe almeno il triplo! Una piccola isola con una varietà di paesaggi unica. Sembra quasi che, quando è stata creata, qualcuno abbia pensato proprio a noi fotografi paesaggisti e abbia posizionato piano piano tutti i pezzi di un puzzle che compongono il nostro parco giochi preferito. Scogliere, spiagge, montagne, altipiani, cascate e fari, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
E, ovviamente, c’è un guardiano che prima di arrivare sull’isola richiede prepotentemente l’attenzione e a noi non resta che fermarci: l’Eilean Donan Castle… più comunemente riconosciuto con il castello di Highlander.

Il primo approccio che abbiamo con l’isola di Skye è decisamente scenico, la spiaggia di Elgol. Per raggiungerla dobbiamo lasciare la strada principale e imboccare le stradine ad una corsia caratteristiche delle zone più remote dell’isola, ma il bello dell’autunno è anche questo, non dobbiamo preoccuparci più di tanto delle altre macchine che arrivano in senso opposto, i turisti in questa stagione sono pochissimi.
Meglio così! Anche perché il percorso per arrivarci è molto panoramico e gli occhi vagano all’impazzata.

Dopo tutto questo belvedere si raggiunge un piccolo porticciolo, e sì, ci rendiamo subito conto che la struttura di fronte alla spiaggia è una scuola e, di comune accordo con il gruppo, nella prossima vita vogliamo rinascere qui e passare l’infanzia a giocare di fronte ad Elgol. La scogliera è magnifica, rocce ricche di dettagli e le incredibili montagne sullo sfondo. Gli scatti sono un qualcosa di epico.

Altra perla indiscussa di quest’isola, anzi, il luogo più incredibile che visiteremo, è l’Old Man of Storr all’alba! Finalmente posso sfoggiare la frase più falsa che pronuncio in ogni viaggio: “poi spiana”, entrata a far parte ormai del folclore di Viaggi Fotografici. Trascorrendo più notti sull’isola, abbiamo modo di decidere quando fare il trekking, sfruttando la giornata con il meteo migliore. Partiamo al buio, accompagnati dalla notte che nasconde la salita che abbiamo innanzi. In poco più di un’ora raggiungiamo l’anfiteatro di monoliti che creano un ambiente alieno. È impressionante sentire l’eco senza vedere la bellezza del luogo e, non appena la luce inizia a rischiarare il paesaggio, riesco ad ammirare lo stupore negli occhi dei partecipanti che vedono per la prima volta questo luogo unico al mondo. Se in più il meteo è dalla nostra, il gioco è fatto!



Alba incredibile, ma la colazione ancora di più, che buona! E dopo? Non perdiamo tempo, un’altra bellezza ci attende, quella del faro più remoto dell’isola: Neist Point Lighthouse.
Siamo ai confini remoti dell’oceano, oltre ci sono solamente le Ebridi Esterne e, lontana lontana, l’America.
Il faro sorge su una scogliera a picco sulle acque sempre solcate dal forte vento.
E, a proposito di vento, ma quanto soffia? Tantissimo, talmente tanto che il salto d’acqua delle cascate s’impenna verso l’alto. Non demordiamo, nonostante il sentiero sia una spugna d’acqua, noi continuiamo per la nostra strada. Il faro è nascosto ma, man mano che si avanza, timidamente sbuca da dietro la collina, fino a quando si mostra in tutta la sua bellezza. E, come per magia, luminosissimi raggi di luce bucano le spesse nubi, illuminando la star della giornata, come fosse uno spettacolo di teatro. Unico neo? Le fortissime raffiche di vento ci impediscono di utilizzare il cavalletto (e anche di mantenere l’equilibrio), quindi sfruttiamo il bracketing e qualche scatto riusciamo a portarlo a casa!

La bellezza dell’Isola di Skye non finisce qui, un altro luogo iconico si nasconde dietro l’angolo, il Quiraing, tassativamente all’alba. Questa volta ce la prendiamo comoda, talmente comoda che parcheggiamo l’auto già in quota e ci bastano cinque minuti a piedi per arrivare ad un punto scenico mozzafiato che guarda dall’alto gran parte dell’isola. Ahimè, la mattinata non è delle più favorevoli, il meteo già lo dice, brutto tempo e nuvoloso per tutta la giornata. Ma, impavidi, noi ci tentiamo in ogni caso. E sì, ancora una volta la Scozia ci delizia di un’ulteriore sorpresa, un’infuocata degna di un oscar.


Il post alba è altrettanto entusiasmante grazie alla luce calda che in questo periodo dura parecchie ore. Con qualche partecipante continuiamo il sentiero e arriviamo nei pressi del famosissimo alberello che tutti cercano e non possiamo far altro che fotografarlo anche noi.

Che bello quando l’alba decide di rendere tutto estremamente facile. Torniamo a Portree per la colazione, ma prima facciamo una doverosa tappa al porto, dove le tipiche casette colorano il paesino e incorniciano una triste barca mezza affondata, bellissima da fotografare; chissà quante storie avrebbe da raccontare se solo potesse parlare.

Le ultime due chicche dell’Isola sono le Fairy Pools e la Talisker Bay. Partiamo dalle cascatelle più famose della Scozia, ma prima ci fermiamo allo Sligachan Bridge, dove, oltre il bellissimo ponte in pietra si trovano le omonime cascate.

Arriviamo poi al parcheggio delle Fairy Pools e ci incamminiamo verso la stupenda valle che sembra incantata, con un picco montuoso al centro, quasi posizionato apposta per essere fotografato e fungere da soggetto in secondo piano.
Dopo circa 45 minuti di cammino finalmente raggiungiamo i salti più scenici e iniziamo a sbizzarrirci con lunghe esposizioni e bracketing in controluce.

L’ambiente è davvero bello e, con il giusto meteo, ci occupa praticamente tutta la mattinata. Si ritorna ai van e, non molto distante, si trova un’enorme baia nascosta dall’incredibile bellezza: la Talisker Bay.
Lasciamo la strada principale e proseguiamo su una piccolissima strada ad una corsia che scende lungo la vallata, a tratti in forte pendenza. Si parcheggia in un piccolo posteggio all’ombra di enormi piante e si prosegue a piedi passando per una proprietà… quasi non sembra il bel posto che preannunciamo. Ma basta qualche centinaio di metri a piedi e lo spettacolo ci appare innanzi. Un’immensa baia con un picco roccioso, una cascata, degli enormi massi neri e il paesaggio che muta in base alla marea.
Il tramonto è sicuramente il momento migliore, quindi non ce lo facciamo scappare e attendiamo il calar del sole, spargendoci lungo tutta la spiaggia, ognuno con il suo spot, ognuno con le sue preferenze.


Ci sarebbero tanti altri magnifici posti sull’Isola di Skye da raccontare, come cascate nascoste, baie secondarie, piazzole di sosta ultra panoramiche e ovviamente i pub, l’atmosfera di Halloween, l’accoglienza delle persone e il profumo della torba bruciata, ma ci vorrebbero pagine e pagine per descrivere a fondo questa esperienza.
Viaggio in questo paese da oltre 10 anni e posso dirtelo in tutta sincerità: se ami questo tipo di paesaggi devi assolutamente venirci, è stupenda! La Scozia rimane nel cuore ed è capace di regalare emozioni intense sotto ogni punto di vista.







