Esplorando la Basilicata

Esplorando la Basilicata

Quando la casualità fa nascere un viaggio fotografico esplorativo dal risvolto inaspettato, una Basilicata sconosciuta ed un itinerario nato da un’amicizia creatasi durante un viaggio fotografico.

Un viaggio fotografico in Basilicata nato dalla casualità, quelle belle casualità che ti offrono la possibilità di partire e le cogli al volo. 
Bisogna fare un piccolo passo indietro per iniziare questa storia e ritornare a circa un paio di mesi prima, durante il viaggio fotografico in Marocco, dove conobbi Giacomo.
Uno degli ultimi giorni, in piazza di Jamaa El Fna, a Marrakech, ci siamo seduti io, il buon Rinaldi (nostro docente) e Giacomo su una panchina, per riposarci un attimo parlando del più e del meno. 
Giacomo disse: “perché non visitate la Basilicata? Io ci abito ed è un posto stupendo”; beh, era fatta! Nei giorni successivi, una volta terminato il viaggio, ci pensai e gli comunicai le mie intenzioni di visitare realmente la Basilicata
Non vi dico quanto era felice Giacomo e subito iniziammo a metterci al lavoro per costruire un tour fotografico bello sostanzioso; parlo al plurale perché ho avuto una grande mano sia da lui che da un suo caro amico, Andrea (che ahimè non ho potuto conoscere durante il viaggio, ma che avrò modo di conoscere  più avanti, nel 2018 in Irlanda), per la ricerca delle location
Non rimaneva altro che trovare due o tre compagni di viaggio per dividere le spese, visto che l’intento era quello di andare in auto.
E così, tra giri di messaggi e telefonate si formò il piccolo trio di viaggiatori, io, Alberto Ragnoli (docente e fondatore di viaggifotografici.biz) e Nicholas, un partecipante di vecchia data, ma soprattutto ormai carissimo amico con i quali ci siamo sempre divertiti un sacco.

E dunque torniamo al presente, quando si avvicina la data della partenza e, controllata per bene l’auto, si parte dalla Lombardia in direzione Basilicata, passando per l’Emilia Romagna a recuperare Nicholas. 
Il tempo passa più in fretta di quanto preventivato e man mano il paesaggio inizia a cambiare fino ad immergersi tra strade magnifiche in mezzo a campi e colline verdi in fiore, visto il periodo di Maggio.
La prima tappa è la casa di Giacomo che nel primo pomeriggio ci accoglie calorosamente, come tre di famiglia, con un aperitivo gustoso e, tra una birra ed un salatino, ci rivediamo con molto piacere. Subito dopo ci dirigiamo presso il nostro B&B per sistemarci e prepararci per bene.

Giacomo ci propone di recarci a fare il tramonto presso un paesino vicino, prima dell’invito a cena a casa sua…e come si fa a non accettare?
Il paesino è immerso tra le colline e, man mano che ci si avvicina, la cosa inizia a farsi decisamente interessante.
Da un lato per la bellezza delle colline e dall’altro per il meteo che ha tutte le carte in regola per un tramonto incredibile!
Facciamo un piccolo giro di perlustrazione nei dintorni e ci fermiamo in mezzo a delle colline fantastiche dalle quali possiamo ammirare sia il paese che le montagne retrostanti. 
Il colore verde intenso dei prati a bassa quota in contrasto con gli alberi ancora secchi ad alta quota, dal colore rossastro, una contrapposizione di colori unica arricchita da migliaia di fiori appena nati mossi dal vento.
Spesse nubi ci passano sopra il capo e disegnano il paesaggio tra spazi di luce ed ombra, insomma, la giornata perfetta per il fotografo!

La luce inizia a calare ed è giunta l’ora di recarsi alla location del tramonto per raggiungere la vetta di una cima proprio al di sopra del paesello. Solamente camminare tra le vie è un spettacolo e ne abbiamo approfittato per qualche scatto al volo.

Così, tra una vietta e l’altra, ci dirigiamo a piedi, fino a trovare l’imbocco del sentiero che ci porta alla cima. 
Passeggiare tra le rocce e la vegetazione primaverile è una sensazione speciale, ti fa capire che la natura è rinata dall’inverno.
Le lame di luce che colpiscono il paese sono eccezionali. 
Giusto il tempo di realizzare qualche scatto e ci si reca sulla cima.
Beh, che spettacolo! La vista a 360° ripaga la passeggiata ma, oltre a tutto questo, le nubi infuocate del tramonto danno un senso a tutta la giornata ed al lungo viaggio.

La serata l’abbiamo trascorsa con una gustosa cena in compagnia di Giacomo e famiglia, un regalo ed un’ accoglienza che difficilmente si scorda. 
Poi tutti a nanna, il giorno seguente ci si sposta verso la costa, quindi è bene essere riposati!
Sveglia di prima mattina e prontissimi a partire ci dirigiamo seguiti da Giacomo (al quale vanno un sacco di complimenti, perché si è fatto avanti e indietro da casa sua un sacco di volte per andare al lavoro e seguirci nel viaggio) verso il Cilento.
Ahimè la giornata non è così promettente come quella precedente ed un cielo totalmente sereno e privo di nubi ci accompagna per quasi tutta la giornata. 
Passiamo dal famoso tempio di Paestum, arrivando ad un orario scomodo per gli scatti.
Di quel luogo conservo solamente il ricordo di un fantastico panino con mozzarella appena fatta e pomodoro, deliziandoci la pausa pranzo! 
Proseguiamo sulla costa facendo un piccolo stop in riva al mare per qualche fotografia e per un bel bagnetto di inizio stagione!

Continuando il nostro giro arriviamo al piccolo paesino di Acciaroli, ma anche lì il cielo sereno non demorde. Un bel gelato è quello che ci vuole…e sì, perché no, anche un paio di scatti!

La tappa successiva è la piccola baia di Palinuro e finalmente qualcosa cambia nel cielo. Una coltre di nubi scure ci passa sopra la testa e crea un piacevole contrasto tra lo sfondo in ombra e le rocce arrotondate in primo piano illuminate dal sole.

Il tramonto sfortunatamente non si “fa vivo” e ci dirigiamo in auto nel paese dove passeremo la notte e dove nelle vicinanze Giacomo ci porterà a cena...e che cena!
Un ristorante disperso nella foresta appena fuori un paesino, un accoglienza strepitosa e cibo divino, anche questi sono i piaceri di un viaggio.
Con l’arrivo del giorno nuovo ci spostiamo sempre più verso sud e la direzione è Maratea, dove una strada a tornanti si inerpica su per la montagna e ci porta in cima, verso il Cristo gigante
Finalmente le nubi iniziano a farsi vedere e, una volta raggiunta la cima, iniziamo a scattare qualche foto e a farci un piccolo giro a piedi.
Il paesaggio dall’alto è molto bello e copre una vista sia sul mare che sulle montagne retrostanti ma, ahimè, il momento di svago finisce subito perché una spessa nube gigante, dall’aspetto minaccioso, si avvicina sempre più a noi e quindi ritorniamo all’auto. 
Alberto preferisce rischiare sfidando la tempesta in arrivo. 
Nel frattempo Nicholas, che più volte nella giornata l’aveva ripetuto, mi dice “ma perché non andiamo all’Arco Magno?”.

Si riparte in direzione Scalea e più procediamo, più le nubi temporalesche si fanno intense scaricando a terra una gran quantità di pioggia che ci fa rassegnare sulle sorti del tramonto, anche se Nicholas continua a dire “proviamo all’Arco Magno”, mostrandoci foto poco interessanti.
Procediamo “a caso”, una parola che amo molto, perché spesso fa scoprire location insolite e meravigliose, come in questo caso, quando troviamo una piccola terrazza panoramica con vista sulle spiagge.
E’ quando la pioggia ed il temporale si ritirano, rivelando una luce colorata di fine pomeriggio, che la felicità torna alle stelle.
Ovviamente qualche bella goccia la prendiamo, ma avendo parcheggiato l’auto a 2mt non è un problema.

Ancora una volta Nicholas ci dice “ma proviamo all’Arco Magno?” e a questo punto io e Alberto ci interessiamo a questo benedetto Arco Magno che tanto nomina da tutto il giorno con foto di poco interesse trovate su google.
Guardiamo anche noi con il telefonino e…che cavolo, è stupendo!!! Bravo Nicholas, noi tutto il giorno ad ignorarlo e lui ha trovato la location più incredibile del viaggio
Il tramonto ormai è alle porte e scopriamo che l’Arco Magno è proprio sotto di noi, rispetto al punto panoramico.
In una corsa contro il tempo, stile rally, scendiamo in auto le stradine verso la spiaggia in prossimità della location.
Posteggiata l’auto inizia una folle corsa, da prima sulla spiaggia, poi lungo una scalinata che porta ad un camminamento a strapiombo sul mare che percorre una curva a gomito, per poi correre all’impazzata verso il fondo del canyon (oramai ho perso i polmoni...) e ad un bivio girare a destra per scendere all’arco. 
Urlo ad Albero e Nicholas di prendere il bivio di destra, Alberto urla a sua volta a Nicholas di prendere la strada a destra…e Nicholas giustamente prende quella di sinistra. 
Ci ritroviamo alla fine tutti alla meravigliosa ed incredibile spiaggia dell’Arco Magno, io con un fiatone epocale, Alberto con il sapore del sangue in bocca e Nicholas che vede i bordi blu (ridendo come un matto per aver sbagliato strada). 
Tolto questo la spiaggia è veramente unica, nascosta e misteriosa, con un arco enorme dove il sole cala perfettamente e ci regala un bellissimo tramonto rosato.

Felicissimi per aver scoperto questo luogo ci dirigiamo dove dobbiamo passare la notte, in vista del giorno seguente con obiettivo il Parco montano del Pollino
Partiamo di buon mattino alla volta delle montagne, dove l’ambiente cambia radicalmente
L’obiettivo della giornata sono i Pini Loricati e ci siamo segnati il percorso per raggiungerli, avvicinandoci il più possibile con l’auto.
Iniziamo ad incamminarci, ma ahimè un temporale ci sovrasta e siamo costretti a rinunciare all’escursione per non rischiare di essere colpiti da un fulmine. 
I pini rimangono solo un lontano miraggio che distinguiamo a malapena sulle cime, ma non demordiamo e iniziamo a vagare per la foresta fino a quando sbuchiamo in un prato fiorito pieno di cavalli selvaggi che ci guardano incuriositi dalla nostra presenza.

Con rammarico, la nostra avventura al Pollino finisce già nel primo pomeriggio.
Non sapendo cosa fare, visto il maltempo, guardiamo l’app per il meteo, in particolare il radar che ci indica bel tempo sulla costa, proprio verso l’Arco Magno
Decidiamo all’unisono e facciamo la pazzia di tornarci, anche se la strada è molta. 
Per fortuna non ci sbagliamo sulle previsioni e questa volta il sentiero lo percorriamo in tutta tranquillità prendendoci il tempo di ammirare per bene il posto e scattare fino al tramonto, terminando in bellezza la giornata.

Il nuovo giorno prevede parecchia strada da percorrere e varie tappe che ci portano infine a Matera
Quindi ci dirigiamo verso i Calanchi di Aliano dove incontriamo nuovamente Giacomo, che non ha potuto essere con noi al Pollino. 
Il paesaggio muta ancora una volta e da montuoso diventa collinare. Iniziamo nuovamente a salire e, alla fine, scorgiamo in lontananza i Calanchi che, a differenza di quello che mi immaginavo, ovvero piccoli e contenuti, sono immensi e occupano una vasta porzione del territorio. Un bel colpo d’occhio!
Salutiamo Giacomo, ovviamente non può mancare il suo inconfondibile “buongiorno!” e il gradito caffè al bar. 
Ci rendiamo presto conto che non abbiamo il tempo per esplorare a fondo i Calanchi e che sarebbe stata utile una notte in più in questa zona (una scusa per tornarci).

La tappa successiva suscita in me parecchio interesse, visto che stiamo andando a visitare il paese abbandonato di Craco, tristemente famoso per le sue deboli fondamenta che pian piano lo stanno facendo sprofondare verso la valle e che prima o poi non vi sarà più. 
Ancora una volta c’è un bel sali e scendi tra le colline, ma il bello è trovare questi piccoli paesi sperduti nella natura e circondati dal silenzio.
Arriviamo alle porte del paese, ma non si può visitare in solitaria, sarebbe troppo pericoloso.
Ci sono apposite guide che accompagnano per tutto il tempo e raccontano la storia. 
Al solo sguardo ci si rende conto di quanta gente abbia perso la propria casa natale.
Le colpe sono sicuramente da imputare alla sbadata costruzione su di un terreno poco stabile, ad un’organizzazione ritardataria nel contenere questa emergenza e nelle tantissime speculazioni. 

La giornata ha ancora un’ultima tappa, la più attesa: Matera
Sono sempre stato curioso di vederla e a dirla tutta non mi sono mai informato su come fosse realmente, per non farmi rovinare la sorpresa al momento della visita.
Prima di arrivare ai famosi Sassi di Matera bisogna attraversare la “Matera moderna”, la quale mi coglie un pò alla sprovvista e cancella immediatamente la mia idea di città dispersa nella natura e nel nulla.
Per fortuna so che la parte più bella deve ancora arrivare e sistemati nel B&B ci dirigiamo al classico punto panoramico, proprio di fronte alla città vecchia.
Finalmente vedo i Sassi di Matera come me li ero immaginati.
Da qui si gode di una vista incredibile che ti lascia concentrato solamente sulla parte bella della città storica.
La location offre un numero vasto di sentieri che corrono ai bordi di un profondo canyon e dall’altro lato, innanzi a noi, vi è la città vecchia che appare in tutto il suo splendore.
Non ci facciamo scappare l’occasione per un buon tramonto e in silenzio ci godiamo lo spettacolo.

La nuova giornata è di spostamento, questa volta nuovamente in zone montane, più precisamente in direzione delle Dolomiti Lucane
Vista la mia sfrenata passione per il trekking e la montagna, non vedo l’ora di raggiungere questi posti.
Abbiamo avuto la fortuna di trovare un carinissimo B&B proprio all’interno del paese di Castelmezzano e una volta girata la curva prima di parcheggiare, il paese ci sorprende per la sua bellezza che lo fa sembrare quasi finto
Sistemiamo tutte le nostre cose nell’appartamento e iniziamo a vagare per le vie, scoprendo case costruite a strapiombo sulla roccia e forme dei monti alquanto bizzarre, piramidali e appuntite. Tanti sentieri passano a ridosso di dirupi e a volte faccio fatica ad affacciarmi al bordo per guardare giù.

Giustamente non può mancare una foto di gruppo per immortalare il ricordo…e come è giusto che sia, anche qualche foto stupida scherzando sugli strapiombi, in tutta sicurezza.

Giunge l’ora del tramonto e sfortunatamente il cielo si libera completamente dalle nubi facendoci andare in fumo qualsiasi possibilità di infuocata, ma non molliamo e fino all’ultimo rimaniamo in piazza a scattare senza alcun risultato.
Nessun problema, forse è il tramonto più comodo del viaggio perché a pochissimi minuti di passeggio c’è il nostro appartamento, quindi in men che non si dica siamo in stanza a riposare.

Arriva una nuova giornata e con essa la fine del viaggio si avvicina sempre più ma, fortunatamente, abbiamo ancora qualche tappa in serbo. 
Ci dirigiamo in auto verso la vicina Pietrapertosa, di fronte a Castelmezzano, conosciuta maggiormente per la partenza del Volo dell’Angelo, una zip line che collega i due paesi per un’esperienza da “urlo” nel vero senso della parola.
Anche qua il colpo d’occhio non è da meno .
Ci facciamo una piccola passeggiata fino a raggiungere la partenza del volo dell’Angelo e ovviamente qualche scatto.

Con questa ultima passeggiata termina il nostro viaggio che, d’ora in poi, ci porterà a ritroso verso casa di Giacomo.
La strada non è lunga e in poco tempo arriviamo di nuovo nelle zone visitate durante le prime giornate, dove questa volta ci dedichiamo alla scoperta di alcune cascate
Prima di tutto però, grazie ad un amico di Giacomo e al suo fuoristrada andiamo a fare un giretto, passando per una stretta strada sterrata in mezzo al bosco. Qui troviamo un caseificio locale ben nascosto, dove scopriamo le mozzarelle e caciocavallo più buoni che abbiamo mai assaggiato. 
Non perdiamo l’occasione di fare acquisti! 
Oltre ai bei paesaggi, il buon cibo è di casa ed è giusto rendergli giustizia.
Fatto ritorno verso le cascate, ci incamminiamo in forte discesa fino a giungere al corso d’acqua che sfortunatamente è in secca e presenta un leggera e timida cascata. 
Non ci facciamo scoraggiare da tutto ciò e cerchiamo di trovare un’inquadratura interessante.

L’amico di Giacomo non ci ha seguito solamente per il caseificio, ma per portarci in un luogo che solitamente non è accessibile al pubblico, visto il modo per raggiungerlo.
Recuperiamo l’attrezzatura, leghiamo per bene i cavalletti ai nostri zaini e continuiamo il percorso lungo il letto del fiume, fino ad arrivare ad una parete verticale dove siamo costretti a fissare una corda e a calarci, stile Indiana Jones.
Ahimè ,come documentazione, ho solo un paio di schermate estratte da un video realizzato con il cellulare, ma rendono bene l’idea:

Arriviamo quindi al livello inferiore, praticamente in mezzo ad un canyon (e io amo tantissimo questi paesaggi); la strada è tortuosa, ma avvincente e una volta arrivati in fondo ci ritroviamo a scattare in mezzo ad una forra angusta.

Terminati gli scatti, risaliamo tutta la parete ed il sentiero, fino ad arrivare all’auto e tentare nuovamente il tramonto allo stesso paesino del primo giorno, entusiasmati dall’ottima riuscita del precedente tramonto. 
Siamo già nei paraggi e non ci vuole molto a raggiungere il paesino, parcheggiare l’auto e dirigerci per l’ultima volta sul sentiero che ci porta in cima alla collina. 
Il meteo però non è così “gentile” come la prima sera e oltre ad un fortissimo vento gelido, le nubi sembra si siano nascoste.
Beh, ancora una volta nessun problema, come dico sempre, bisogna cercare di tirare fuori il meglio da ogni situazione e perché non giocare con qualche lunga esposizione sugli alberi e fogliame mossi dal vento?

Il sole cala e segna inevitabilmente la fine del viaggio in Basilicata.
Con un pò di tristezza si ridiscende il sentiero e si va a festeggiare assieme a Giacomo e ad una buona cena, il termine di questa avventura. 
Non possiamo far altro che essere riconoscenti verso il lavoro svolto per farci trovare pronto un itinerario incredibile che ci ha fatto scoprire una Basilicata insolita, fuori dalle classiche mete turistiche.
E’ stato incredibile passare dagli scogli rocciosi fino in cima alle montagne in pochi km di strada e sicuramente la primavera in fiore ha dato un'enorme mano a colorare l’ambiente e a renderlo rigoglioso.
Felici e “festeggiati” andiamo a nanna, ma non è finita qua, perché il giorno seguente ci attende un lungo viaggio di ritorno che abbiamo deciso di “alleviare” con una tappa intermedia a Rocca Calascio.

Essendo vicino a Roma, Alberto ha contattato alcuni partecipanti in zona, conosciuti nel recente viaggio fotografico in Islanda, per una piccola reunion.
Ci svegliamo di prima mattina e salutiamo Giacomo e famiglia, sicuri che ci saremmo rivisti a breve (difatti da li a poco si sarebbe iscritto al viaggio fotografico in Irlanda 2018) e in men che non si dica ci ritroviamo per strada a percorrere tutta l’Italia fino al ritorno alle nostre case. 
Quel giorno il meteo previsto per il centro Italia non è proprio dei migliori, anzi, si prevedono temporali e piogge, ma non demordiamo, ci tentiamo lo stesso. 
Dall’autostrada passiamo poi per strade minori fino a ritrovarci dispersi tra le colline e montagne in paesaggi veramente da sogno.
Finalmente arriviamo al piccolo centro abitato ai piedi della Rocca, dove ci incontriamo con il resto del gruppo; è una bella reunion dove conosco gente nuova e veramente simpatica
Ci incamminiamo sul sentiero e devo dire che rimango stupito per la bellezza dell’ambiente e i dintorni. 
La Rocca è dispersa tra le montagne, niente stazioni turistiche o enormi centri abitati vicino, solamente la natura e lo storico paesino che fanno ritornare la mente in tempi remoti, estraniandosi dalla realtà, uno spettacolo! 
Il meteo poi ci stupisce e da brutto e minaccioso si trasforma in “perfetto” per la fotografia. Spesse nubi nere vengono attraversate da raggi di sole che illuminano a “spot” i soggetti di maggiore interesse, quasi facendoli sembrare finti.

Questa volta il viaggio è veramente giunto al termine e siamo costretti a ripartire per non arrivare troppo tardi (la strada è ancora molto lunga). 
Questa esperienza ha rafforzato la mia idea di quanto questo lavoro ti arricchisca dentro.
Non solo ti fa rendere conto di quanta varietà di luoghi mozzafiato abbia l’Italia, ma soprattutto ti fa conoscere tanta bella gente da tutto il nostro meraviglioso stivale.
Capisci che non esistono solo i momenti formativi e di divertimento durante i nostri viaggi fotografici, ma anche il mantenere le amicizie, creare dei rapporti e rivedersi extra lavoro per vivere esperienze come questa, che sicuramente ti rimangono dentro e ti fanno tornare a casa con il cuore carico di emozioni e il sorriso stampato sul volto.
Se ti è piaciuto questo viaggio e ti interessa viaggiare con noi guarda l'itinerario del nostro prossimo viaggio fotorafico in Basilicata.

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